Io ci metto la faccia
- Sara Michelle Delpiano
- 1 mar 2022
- 2 Min. de lectura

Io ci ho sempre messo la faccia, in ogni mia esperienza lavorativa e personale. Non c'è professione o situazione dove non l'abbia fatto, a prescindere dal luogo in cui fossi. E credo che il momento sia buono per imparare ad esporci in modo co-creativo, costruttivo, assertivo e decisivo. Credo sia ora di dare ancora più voce a chi l'ha sempre avuta, ma non era cosciente di averla perché non è stato dato loro il giusto spazio e i giusti diritti. Una nota citazione di Luigi Pirandello diceva "imparerai a tue spese che lungo il cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti". Mi trovo d'accordo con uno dei massimi esponenti della drammaturgia italiana dei primi novecento. Espresso in un altro modo, forse un po' più contemporaneo, bisogna andare oltre e passare da una posizione meno vittimistica ad una di discente della vita e di responsabile di se stesso. Quando mi riferisco a metterci la faccia, mi riferisco alla nostra nudità, alla delicatezza di un abbraccio rincuorante e alla forza, quella vera che viene da dentro.
Mi sento di dover dire che metterci la faccia vuol dire passare da un processo molto duro, che scomoda la parte più intima, nucleare e profonda che c’è in noi stessi. Ma questa è anche la parte intrigante e integrante di un processo vissuto prettamente in solitario.
Poi arriva la consapevolezza e a quel punto "scegli di scegliere" in un altro modo e lo fai da un luogo diverso: da lì c'è meno impeto, meno impulso. Poi sopraggiunge l'accettazione, la quiete, la calma e in quel momento ti rendi conto che metterci la faccia conta, ma quello che davvero importa è l'essenza del "noi", la salute, l'amore per se stessi e per gli altri.
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